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DONARE IL SANGUE SE SI E’ CELIACI

Si tratta di una questione che affligge da sempre chi soffre di celiachia. Ma i celiaci possono o no donare il sangue? Beh la risposta in realtà è abbastanza semplice: possono. Trattandosi di una malattia autoimmune non reversibile il dubbio viene, e come altre patologie autoimmuni questa diatriba ha spaccato la comunità scientifica per molti anni. Ad oggi comunque sembrerebbe che essendo chi segue una dieta priva di glutine in perfetta salute, il problema non si ponga in effetti. Tuttavia non sempre i celiaci hanno avuto la possibilità di donare il sangue, ma di recente le cose sono decisamente cambiate.

Comunque allo stato attuale delle cose per i celiaci non ci sono problemi a donare il sangue. E’ vero infatti che si tratta di una patologia autoimmune, ma non va ad intaccare in alcun modo il plasma o la qualità chimico-strutturale del plasma del paziente. Lo stesso chiaramente può risultare non idoneo ma per motivazioni che nulla hanno a che vedere con la celiachia, come accade per il sangue di chiunque altro.

Chiaramente sono state imposte delle limitazioni per legge, la principale è quella di esser stati diagnosticati da almeno sei mesi e di essere in cura con un’adeguata terapia senza glutine, che permette al paziente celiaco di ottenere una lenta e progressiva riduzione e remissione dei sintomi (sia primari che secondari). Anche le carenze di vitamine e minerali causate dal malassorbimento intestinale vengono gradualmente attenuate e sei mesi sono sicuramente un lasso di tempo sufficientemente ampio per ottenere un completo riassestamento di questi valori nel corpo per consentire al donatore una donazione del tutto priva di rischi correlati alla propria condizione.

Ma i celiaci possono donare anche organi e midollo? In questo caso è una situazione più complessa. Come stabilito dalla Legge i celiaci sono esclusi dalla donazione del midollo osseo, questo poiché le cellule del sistema immunitario producono in modo autonomi gli anticorpi in seguito all’assunzione di glutine e il trasferimento potrebbe realizzare nel ricevente una risposta immunitaria simile.

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