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L’AVENA, IL GLUTINE E LE CONTAMINAZIONI; IL CEREALE CHE MANCAVA NELLA TUA DIETA SENZA GLUTINE

Tutti ormai sappiamo che la Celiachia si cura rimuovendo dal proprio regime alimentare la sostanza che è all’origine di tale infiammazione, ovvero il glutine. Se tu oppure un tuo famigliare siete colpiti da questa affezione, avrai certamente dovuto modificare l’alimentazione eliminando i cereali che contengono glutine, quali ad esempio il grano, l’orzo, il farro, il kamut e altri ancora.
Tra gli alimenti vietati ai celiaci, per molto tempo è stata indicata anche l’avena. Infatti, nonostante in questo cereale non sia presente il glutine, si è a lungo ritenuto che l’avenina in esso contenuta fosse altrettanto dannosa per il soggetto celiaco. Inoltre, tradizionalmente il trattamento dell’avena era soggetto a contaminazioni derivate dalla condivisione dei processi di raccolta, stoccaggio e trasporto con il grano e altri cereali.

L’avena è un alimento molto valido dal punto di vista nutrizionale. E’ caratterizzata da un ottimo sapore e consente di preparare piatti eccellenti sia dolci che salati. Questo cereale è ricco di fibre e garantisce il corretto funzionamento dell’apparato digerente. I chicchi dell’avena contengono inoltre sostanze beta-glucani che consentono di abbassare il colesterolo nel sangue. L’avena un alimento ricco di proteine e acidi grassi essenziali e, per via dell’elevato contenuto di fibre solubili, si rivela particolarmente adatto a contrastare la sensazione di fame.

E’ quindi davvero un grosso peccato per il celiaco rinunciare anche a questo cereale, in aggiunta a tutti quelli dai quali è già obbligato ad astenersi.
Tuttavia, negli ultimi anni si sono diffuse produzioni di avena per le quali viene certificata l’assenza di contaminazioni da frumento, in modo da poterne garantire l’assunzione in sicurezza anche ai soggetti celiaci.
Infatti, grazie anche al forte impulso generato dai paesi maggiormente consumatori d’avena, recentemente sono progrediti e migliorati i sistemi di coltivazione, raccolta, stoccaggio, macinazione e trasporto di cereali, nell’ottica di una totale rimozione del rischio di reciproca contaminazione dei grani.
Inoltre, i recenti test clinici effettuati sui pazienti celiaci che hanno raggiunto il regime di completa remissione della malattia hanno evidenziato una buona tolleranza all’assunzione di avena.

A seguito di questi sviluppi, dal 2015 le autorità sanitarie italiane hanno iniziato ad inserire l’avena certificata e testata tra gli alimenti adeguati per la dieta dei pazienti affetti da Celiachia.
Purtroppo non è possibile sostenere scientificamente in modo definitivo che qualsiasi produzione d’avena possa essere assunta senza effetti collaterali, dai soggetti celiaci. Per questa ragione, l’Associazione Italiana Celiachia suggerisce un approccio cauto secondo il quale è preferibile consumare solamente quegli alimenti presenti nel Registro Nazionale dei prodotti senza glutine redatto dal Ministero della Salute.

Gli studi scientifici hanno infatti evidenziato che mentre alcune varietà di avena possono scatenare la medesima infiammazione dell’apparato digerente originata dal glutine, altre varietà invece non generano alcun problema. Pertanto, solamente attraverso il test puntuale di ogni singola varietà e alimento realizzato a base di avena, è possibile includere con sicurezza un prodotto nella dieta gluten free.

Se desideri dunque assumere o fare assumere in piena sicurezza prodotti d’avena a persone celiache è necessario che ti assicuri che questi alimenti siano espressamente indicati nel Registro Nazionale. Si tratta comunque di una misura cautelativa e non strettamente obbligatoria. I prodotti a base d’avena non inseriti nel Registro non sono infatti necessariamente tossici.
Non a caso nei paesi del Nord Europa, dove l’abitudine al consumo d’avena è molto elevata, questo cereale è inserito senza restrizioni nelle diete prive di glutine.

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